Italia, ancora una volta, si ritrova a fare i conti con il peso delle fughe di notizie e con il ruolo controverso che la comunicazione assume nelle vicende giudiziarie più delicate. In un panorama nazionale già segnato da contrasti politici, tensioni sociali e un dibattito acceso sulla giustizia,
il caso dell’omicidio di Chiara Poggi torna a scuotere l’opinione pubblica. Le indiscrezioni emerse nelle ultime ore sulla compatibilità tra l’aplotipo Y isolato nel 2007 e la linea paterna del profilo biologico del nuovo indagato hanno infatti riacceso un clima di ansia e sospetto attorno a uno dei delitti più discussi degli ultimi vent’anni.
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Nelle settimane più recenti, mentre il Paese osserva con attenzione l’evolversi delle grandi questioni politiche e giudiziarie, il fascicolo Garlasco è tornato improvvisamente sotto i riflettori. Le anticipazioni circolate, prima ancora della consegna ufficiale della perizia in incidente probatorio, hanno spaccato il fronte tra chi ritiene questo nuovo indizio un tassello potenzialmente decisivo e chi invece vede l’ennesimo episodio di caos informativo capace di condizionare opinioni e percorsi difensivi.

Garlasco, le ultimissime notizie
In questo clima già teso interviene la voce di Massimo Lovati, che si mostra assolutamente scettico di fronte alla notizia filtrata. L’ex avvocato di Andrea Sempio respinge in blocco l’idea che una tale compatibilità genetica possa essere stata comunicata informalmente prima della chiusura degli accertamenti. E lo fa con parole nette, destinate ad alimentare ulteriormente il dibattito. “Secondo me la notizia è falsa”, ha dichiarato ai microfoni di Dentro la Notizia”. E da quel punto in poi la sua analisi diventa un atto d’accusa nei confronti del meccanismo stesso attraverso cui certe informazioni sembrano prendere il volo.

Lovati parla di un’“anticipazione illegittima”, spingendosi a ipotizzare conseguenze gravi qualora la fuga di notizie venisse confermata. “Primo, perché altrimenti sarebbe una cosa inaudita”. Secondo il legale, una violazione di questo tipo renderebbe “impugnabile o nulla la perizia stessa” e potrebbe addirittura portare alla “requisizione sia del perito che del giudice”. Poi l’avvocato si concentra sull’origine della fuga, chiedendosi «chi è che l’ha propalata» e arrivando a definire quanto accaduto «un atto di terrorismo rispetto all’indagato». Una pressione psicologica ingiusta, dice, che rischia di far sentire Sempio “inchiodato da una cosa che non è ancora avvenuta”. E il riferimento a episodi precedenti è inevitabile: “E non sarebbe la prima volta perché è già successo con l’impronta 33 ed è successo con ignoto 3. Si tratta di una strategia che non mi piace”.

#Garlasco, Massimo Lovati: “Secondo me la notizia è falsa”.#DentrolaNotizia pic.twitter.com/6pzrYsG0Ph
— Dentro la Notizia (@dentronotiziatv) November 27, 2025
Dall’altra parte, mentre le indiscrezioni continuano a inseguirsi senza una base ufficiale, Andrea Sempio rompe il silenzio. Il giovane, che negli ultimi mesi si è trovato di nuovo dentro un vortice mediatico e giudiziario che sperava di aver lasciato alle spalle, confessa di essere “amareggiato” per l’uscita delle informazioni relative alla perizia. Non è la prima volta che apprende frammenti della sua vicenda giudiziaria attraverso canali informali, e questa ennesima circostanza sembra aver lasciato un segno profondo.
Pur turbato, Sempio ribadisce la convinzione di poter “dimostrare” la propria “innocenza” con il lavoro dei suoi consulenti e difensori, una certezza che sostiene da mesi e anni, e che non sembra incrinarsi neppure di fronte a notizie che lo rimettono al centro dell’attenzione pubblica. In attesa che la perita incaricata consegni le sue conclusioni, resta un Paese sospeso tra verità annunciate e verità ancora da accertare, mentre sulla vicenda torna a pesare una domanda antica: chi parla, perché parla e con quale diritto, prima che la giustizia abbia compiuto il suo corso?